ANDATE A LAVORARE

 QUANDO GLI ECONOMISTI DOVREBBERO FARE UN ALTRO LAVORO.

Il mercato scavalca il governo. Il limite massimo stabilito dal pacchetto anti-crisi finirà per coincidere con i tassi normalmente applicati

Fino a qualche mese fa sarebbe stato un miraggio. Ma ora che sta per diventare realtà si scopre che è meno attraente di quanto si potesse pensare. Parliamo del tetto del 4% sui mutui, una norma contenuta nel decreto anti-crisi appena varato dal governo. Con l’intento di sostenere l’indebitamento delle famiglie per la prima casa, dal 2009 si prevede che per i mutui stipulati:

prima del 31 ottobre 2008, il tasso d’interesse variabile non dovrà superare il 4% per il mutuatario. Lo Stato si farà carico della parte eccedente;

dopo 31 ottobre 2008, il tasso di riferimento al quale verrà aggiunto lo spread (cioè il margine di maggiorazione) non sarà più l’Euribor ma il tasso d’interesse ufficiale stabilito dalla Bce (ovvero il costo del denaro);

Un vantaggio “decimale”

Ma quello che in altri tempi sarebbe stata una vera boccata d’ossigeno per le famiglie, in tempi di recessione e con i tassi in picchiata finisce per essere un intervento di scarsa incidenza sulle tasche degli italiani. In questo caso, si può dire, fa più il mercato che il governo.

Nei prossimi giorni, infatti, si prevede che la Bce taglierà di altro mezzo punto il costo del denaro (dall’attuale 3,25 al 2,75%). Questo porterà un ulteriore calo dell’Euribor a 3 mesi – l’attuale tassi di riferimento per i mutui variabili – che arriverà progressivamente ad attestarsi sul 3,3-3,4%. Considerando uno spread medio di circa un punto percentuale, il tasso di riferimento dovrebbe oscillare tra il 4,3 e il 4,4%.

Con un tetto del 4% questo significa che il vantaggio per chi ha un mutuo variabile sarà di pochi decimi di punto (0,3-0,4%). Grazie ai cali dei tassi generalizzati, dunque, per le casse dello Stato non sarà particolarmente oneroso accollarsi la differenza (si stima al massimo 250-350 milioni di euro). Ma neanche le famiglie sentiranno differenze sostanziali nei loro bilanci.

Questo articolo è stato preso dalla sezione economia di VIRGILIO. E’ l’esempio lampante delle cretinate che vengono propinate alla gente.

E’ vero che il costo del denaro è diminuito e sta ulteriormente diminuendo, ma alcuni economisti come al solito fanno i calcoli a modo loro (mi piacerebbe sapere quale economista ha scritto questa cretinata).

L’errore più grosso sta nel dire che lo spread medio applicato dalle banche fino ad ottobre sia dell’1%, quando invece (ve lo dice chi lavora nel settore) lo spread medio si colloca tra 1,40% e 1,60%. Vi dirò di più: quelli che si ritrovano lo spread più alto sono quelle famiglie che si sono indebitate fino alla “soglia” massima delle loro capacità indebitative, di conseguenza saranno quelle che trarranno maggiori vantaggi dall’intervento del governo.

QUANDO SI VUOLE CONTRASTARE UN GOVERNO LO SI FACCIA CON COGNIZIONE DI CAUSA, COSI SI PUO’ EVITARE DI ESSERE SPUTTANATI DA UN COMUNE MORTALE.

STATE ATTENTI AMICI, NON BEVETEVI TUTTE LE CRETINATE CHE LEGGETE; NE HO LETTE DI VERAMENTE ASSURDE E QUESTA NE E’ UN ESEMPIO.

ANDATE A LAVORAREultima modifica: 2008-12-03T08:34:55+01:00da moreno169
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5 pensieri su “ANDATE A LAVORARE

  1. I mutui sono prodotti creditizi solitamente preconfezionati. Ciò non esclude che si possa “contrattare” con la banca, ma come immagginerai spunterà le condizioni migliori chi offre in cambio migliori garanzie; da qui si evvince che la famiglia con redditi “normali” non spunterà un tubo e si prenderà lo spread che “generosamente” offre la banca.
    Questo sistema sembra crudele e ingiusto, ma è l’atteggiamento che ha limitato i danni della crisi finanziaria in Italia.
    Prova solo ad immagginare se anche in Italia le banche avessero cominciato a fallire…

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