10/12/2008
ATTENZIONE AL DEBITO
Consigli per gli acquisti
Il ricorso a un finanziamento deve essere valutato con estrema attenzione perché il pagamento può avere costi molto alti (e a volte occulti) e impegnare il nucleo familiare anche per periodi lunghi.
Regola 1: l'acquisto è necessario?
La prima cosa da fare prima di ricorrere alle rate è porsi la più ovvia delle domande: questo acquisto è davvero necessario? La necessità va valutata in relazione all’impatto che l'indebitamento avrà sul bilancio familiare e alla sua sostenibilità nel tempo. Fate una valutazione delle vostre attuali uscite e stabilite se è possibile aggiungerne un'altra fissa. Soprattutto va tenuto presente che il ritardo nei pagamenti può avere pensanti conseguenze economiche.
(Tratto da Virgilio Salvadanaio)
Nell'articolo che ho tratto da Virgilio si da un consiglio molto utile, ma altrettanto ignorato dalla gente. Nel mio lavoro mi trovo spesso a raccogliere richieste di consolidamento debiti da parte di persone che hanno accumulato una serie impressionante di debiti. Spesso nemmeno si ricordano di quanti e quali siano. Nel mio piccolo cerco sempre di spiegare ai miei clienti che non si risolve un "problema sostituendolo con un altro problema". Il consolidamento dei debiti è una sorta di ultima spiaggia per molte persone, ma in realtà non è e non deve essere così. Non si accede al consolidamento quando si è già "strozzati". L'ideale sarebbe seguire il consiglio di cui sopra, ma nel caso si accumulassero troppe "raticine" bisognerebbe evitare di aspettare che la situazione diventi incolntrollabile e "riunire" i vari debiti in uno solo. Fatto questo però bigna anche avere la costanza di non reindebitarsi fino ad estinzione del consolidamento.
E' una questione di mentalità. Bisogna avere l'umiltà di riconoscere i propri limiti. Se il TV al plasma non te lo puoi permettere non comprarlo. dobbiamo imparare a stabilire delle priorità. Meglio avere qualche "bene di conforto" in meno, ma una situazione indebitativa sostenibile piutosto che il contrario.
Attenzione quindi ai propri sogni; evitiamo che si trasformino in incubi.
08:42
Scritto da: moreno169
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03/12/2008
ANDATE A LAVORARE
QUANDO GLI ECONOMISTI DOVREBBERO FARE UN ALTRO LAVORO.
Il mercato scavalca il governo. Il limite massimo stabilito dal pacchetto anti-crisi finirà per coincidere con i tassi normalmente applicatiFino a qualche mese fa sarebbe stato un miraggio. Ma ora che sta per diventare realtà si scopre che è meno attraente di quanto si potesse pensare. Parliamo del tetto del 4% sui mutui, una norma contenuta nel decreto anti-crisi appena varato dal governo. Con l'intento di sostenere l'indebitamento delle famiglie per la prima casa, dal 2009 si prevede che per i mutui stipulati:
• prima del 31 ottobre 2008, il tasso d'interesse variabile non dovrà superare il 4% per il mutuatario. Lo Stato si farà carico della parte eccedente;
• dopo 31 ottobre 2008, il tasso di riferimento al quale verrà aggiunto lo spread (cioè il margine di maggiorazione) non sarà più l'Euribor ma il tasso d'interesse ufficiale stabilito dalla Bce (ovvero il costo del denaro);
Un vantaggio "decimale"
Ma quello che in altri tempi sarebbe stata una vera boccata d'ossigeno per le famiglie, in tempi di recessione e con i tassi in picchiata finisce per essere un intervento di scarsa incidenza sulle tasche degli italiani. In questo caso, si può dire, fa più il mercato che il governo.
Nei prossimi giorni, infatti, si prevede che la Bce taglierà di altro mezzo punto il costo del denaro (dall'attuale 3,25 al 2,75%). Questo porterà un ulteriore calo dell’Euribor a 3 mesi – l'attuale tassi di riferimento per i mutui variabili – che arriverà progressivamente ad attestarsi sul 3,3-3,4%. Considerando uno spread medio di circa un punto percentuale, il tasso di riferimento dovrebbe oscillare tra il 4,3 e il 4,4%.
Con un tetto del 4% questo significa che il vantaggio per chi ha un mutuo variabile sarà di pochi decimi di punto (0,3-0,4%). Grazie ai cali dei tassi generalizzati, dunque, per le casse dello Stato non sarà particolarmente oneroso accollarsi la differenza (si stima al massimo 250-350 milioni di euro). Ma neanche le famiglie sentiranno differenze sostanziali nei loro bilanci.
Questo articolo è stato preso dalla sezione economia di VIRGILIO. E' l'esempio lampante delle cretinate che vengono propinate alla gente.
E' vero che il costo del denaro è diminuito e sta ulteriormente diminuendo, ma alcuni economisti come al solito fanno i calcoli a modo loro (mi piacerebbe sapere quale economista ha scritto questa cretinata).
L'errore più grosso sta nel dire che lo spread medio applicato dalle banche fino ad ottobre sia dell'1%, quando invece (ve lo dice chi lavora nel settore) lo spread medio si colloca tra 1,40% e 1,60%. Vi dirò di più: quelli che si ritrovano lo spread più alto sono quelle famiglie che si sono indebitate fino alla "soglia" massima delle loro capacità indebitative, di conseguenza saranno quelle che trarranno maggiori vantaggi dall'intervento del governo.
QUANDO SI VUOLE CONTRASTARE UN GOVERNO LO SI FACCIA CON COGNIZIONE DI CAUSA, COSI SI PUO' EVITARE DI ESSERE SPUTTANATI DA UN COMUNE MORTALE.
STATE ATTENTI AMICI, NON BEVETEVI TUTTE LE CRETINATE CHE LEGGETE; NE HO LETTE DI VERAMENTE ASSURDE E QUESTA NE E' UN ESEMPIO.
08:34
Scritto da: moreno169
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25/11/2008
BUONE NOTIZIE?
| TRICHET: A DICEMBRE NUOVO TAGLIO DEI TASSI |
| (AGI) - Roma, 22 Nov. - Il costo del denaro scendera' anche a dicembre. La conferma arriva dal presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, ha spiegato come la situazione economica sia cambiata 'drammaticamente', fattore che i banchieri terranno in conto durante la riunione prevista per il 4 dicembre, giorno in cui i mercati attendono un calo dei tassi (oggi al 3,25 per cento) di almeno mezzo punto. Il presidente del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss- Kahn, non ha escluso il rischio di 'una nuova catastrofe nel mondo della finanza'. Un quadro che ha fatto calare le Borse europee, con Milano in perdita del 3,04 per cento. Il commissario agli Affari economici, Joaquin Almunia, ricorda, pero', scrive La Repubblica, che 'il Patto di stabilita' non e' sospeso' e quindi i limiti del deficit pubblico posso essere violati solo leggermente e per poco tempo. Intanto, come mette in luce Il Giornale, il prezzo della benzina e' calato ai minimi da tre anni: sia la verde che il gasolio costano 1,169 euro al litro. Fonte:finanza.repubblica.it |
12:40
Scritto da: moreno169
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